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Raccolta pareri Consiglio di Stato

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CONSIGLIO DI STATO parere 29 ottobre 2014 n 1484

02 Merito02.03 Autorizzazioni e concessioni

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato
Sezione Prima
Adunanza di Sezione del 29 ottobre 2014

NUMERO AFFARE 01484/2014

OGGETTO:
Ministero dell’interno.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor Tullio Pitacco, nato il 10 novembre 1920 a Trieste ed ivi residente, contro ordinanza del Comune di Trieste di messa in sicurezza, consolidamento e sistemazione di un poggiolo.
LA SEZIONE
Vista la relazione 17 giugno 2014 n. 10640 con il quale il Ministero dell’interno, dipartimento per gli affari interni e territoriali, ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sul ricorso;
visto il ricorso datato 4 marzo 2010 e pervenuto al Comune di Trieste il 23 marzo 2010;
esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Francesco D’Ottavi.
 

Premesso:
Il Comune di Trieste con ordinanza 27 novembre 2009 n. 2009-0208770 ha ordinato al Signor Tullio Pitacco di provvedere all’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, consolidamento e sistemazione del poggiolo al 9° piano dello stabile di viale D’Annunzio 77 prospiciente la pubblica via, assegnandogli il termine di sessanta giorni dalla notificazione del provvedimento per ultimare gl’interventi richiesti.
Il signor Pitacco con il ricorso in esame ha impugnato l’ordinanza lamentandone l’illegittimità sotto il profilo dell’organo competente all’emanazione; la contraddittorietà del provvedimento; l’erroneità nell’individuare il soggetto competente all’esecuzione dei lavori. In particolare sostiene che il provvedimento, richiamando l’art. 50 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 (sull’ordinamento degli enti locali) e contemplando possibili sanzioni penali in caso di inosservanza, rientra tra le ordinanze contingibili ed urgenti di competenza del sindaco; che l’evento che ha dato origine all’ordinanza risale all’anno 2006 e pertanto non integra nessuna situazione di necessità ed urgenza; che l’ordinanza doveva essere emanata nei confronti del condominio poiché il terrazzo svolge funzione di copertura delle unità abitative poste ai piani immediatamente inferiori e di lastrico condominiale.
Il Comune di Trieste, nelle proprie controdeduzioni, ha precisato che l’ordinanza è stata emessa a seguito della segnalazione da parte del Comando provinciale dei vigili del fuoco della situazione di degrado della parte inferiore del poggiolo sito al nono piano dello stabile; in particolare, in un primo momento successivo alla suddetta segnalazione, è stata emanata l’ordinanza n. 35/112-4/2009 nei confronti dell’Amministrazione del condominio, che ha rappresentato la propria estraneità in merito alla messa in sicurezza della suddetta struttura. Quindi il Comune ha emanato l’atto impugnato inviandolo al solo proprietario del poggiolo; il quale, sporgendo dalla facciata dell’edificio, costituisce un balcone aggettante di proprietà esclusiva del proprietario dell’appartamento.
L’ente ha specificato altresì che l’ordinanza è stata legittimamente emanata dal dirigente si sensi degli articoli 50 e 107, comma 3 lettera g) del d.lgs. n. 267/2000 e dello statuto comunale.
Il dottor Franco Pitacco in qualità di unico erede, a seguito del decesso del fratello signor Tullio Pitacco, acquisite le controdeduzioni, ha inviato una memoria, nella quale, confermando l’interesse al ricorso, ha ribadito che, essendo il distacco della parte del poggiolo avvenuta nell’anno 2006, non c’è più la necessità di emanare il provvedimento d’urgenza. Ha altresì ribadito l’atipicità del provvedimento, che per il suo contenuto avrebbe dovuto essere emanato dal sindaco e non dal dirigente.
Il Ministero nella relazione conclude per il rigetto del ricorso.
 

Considerato:
Il ricorrente da una parte rileva che il provvedimento è stato emanato al di fuori di una situazione d’urgenza, dall’altra lamenta che esso non sia stato emesso dall’organo competente ad emettere provvedimenti contingibili ed urgenti. La censura, articolata su queste due contraddittorie premesse, è infondata, perché non emerge da nulla che l’atto, relativo appunto a una situazione manifestatasi anni prima, sia stato emanato come provvedimento contingibile ed urgente al di fuori dei normali poteri dell’ente comunale; esso rientra invece tra i provvedimenti devoluti alla competenza del dirigente.
Parimenti infondata è la censura concernente l’individuazione della titolarità o proprietà del ‘poggiolo’ in questione, in quanto (a prescindere dalla circostanza dimostrativa della scrupolosità del Comune, che in precedenza aveva emanato l’ordinanza nei confronti dell’Amministrazione condominiale) al contrario dell’interpretazione fornita dal ricorrente, il balcone aggettante è di proprietà del singolo condòmino e non del condominio.
Palesemente infondate sono anche le doglianze relative alla ‘temporaneità’ degli effetti dell’ordinanza, in quanto la situazione di pericolo dedotto dall’amministrazione comunale mantiene inalterata nel tempo la sua potenziabilità con la conseguenza che, indipendentemente dalla data di emanazione, il provvedimento è legittimo.
P.Q.M.
esprime parere che il ricorso debba essere respinto.
 

 
 
 

     
     
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Francesco D'Ottavi Raffaele Carboni
     
     
     
     

IL SEGRETARIO
Paola Rossi