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Raccolta pareri Consiglio di Stato

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CONSIGLIO DI STATO parere 29 ottobre 2014 n 1699

02 Merito02.03 Autorizzazioni e concessioni

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato
Sezione Prima
Adunanza di Sezione del 29 ottobre 2014

NUMERO AFFARE 01699/2014

OGGETTO:
Ministero dell’interno.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto dalla società Pannocchietta s.r.l., con sede a Firenze, in persona della signora Martina Tarducci, per l’annullamento del provvedimento del Comune di Firenze 9 maggio 2013 prot. n. 43959, comunicatole il 13 dicembre 2013, recante rigetto di istanza di nuova occupazione di suolo pubblico per ristoro all’aperto presso il bar denominato ‘SPIRITO ALLEGRO art café’.
LA SEZIONE
Vista la relazione 12 agosto 2014 prot. n. 12434 con la quale il Ministero dell’interno, dipartimento per gli affari interni e territoriali, ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sul ricorso;
visto il ricorso, notificato al Comune di Firenze il 4 aprile 2014;
viste le controdeduzioni del comune di Firenze;
esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Francesco D’Ottavi.
 

Premesso:
La società Pannocchietta il 30 dicembre 2010 ha presentato al Comune di Firenze l’istanza di occupazione temporanea del suolo pubblico ubicato in via Sallustio Bandini n. 2/R di fronte al bar denominato Spirito Allegro Art Café, per il periodo dal 15 marzo al 15 novembre 2013. La direzione delle attività economiche del Comune di Firenze con nota 10 maggio 2013 n. 17440 ha comunicato il preavviso di diniego all’istanza in relazione al parere espresso dalla ‘commissione suolo pubblico’ nella seduta del 9 maggio 2013: «l’area di Piazza Giorgi è già sottoposta a una pressione antropica significativa che provoca disagi, soprattutto in orario notturno, ai residenti, la cui causa è proprio legata alla presenza di numerosi locali con dehors, presenza che non può essere incrementata per non deteriorare ulteriormente la qualità di vita della zona».
Con provvedimento del 19 dicembre 2013 l’ente, acquisite le controdeduzioni dell’interessata, che sono state esaminate dalla commissione per il suolo pubblico il 19 settembre 2013, ha comunicato il diniego definitivo dell’istanza di occupazione.
Con il ricorso in esame la società Pannocchietta ha impugnato il provvedimento, deducendone l’illegittimità per: violazione di legge; eccesso di potere, disparità di trattamento, violazione del principio costituzionale di uguaglianza tra i cittadini in àmbito anche economico; violazione dei princìpi del diritto alla libera iniziativa economica privata e di tutela della libera concorrenza, come previsti dalla Costituzione e dai vari trattati internazionali. La ricorrente lamenta in particolare che la motivazione non è conforme alle norme costituzionali, perché nessuna censura è legata al progetto tecnico di realizzazione dell’opera; e che il diniego limita la libertà di iniziativa economica privata e viola la libertà di concorrenza, avendo il Comune concesso l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico ad altre attività limitrofe aventi la stessa tipologia commerciale.
Il Comune di Firenze, nelle proprie controdeduzioni trasmesse anche alla ricorrente, ha preliminarmente eccepito la carenza d’interesse al ricorso, essendo decorso il periodo per il quale è stata chiesta l’occupazione di suolo pubblico. Nel merito ha precisato che la commissione per il suolo pubblico si è espressa con due pareri negativi sulla richiesta dalla ricorrente, considerando: che l’interesse alla quiete pubblica prevale sugl’interessi commerciali; che la concessione di suolo pubblico è un provvedimento discrezionale nel quale vengono valutati gli interessi pubblici quali il diritto alla quiete ed al riposo; che l’occupazione richiesta in una zona densamente abitata avrebbe sottratto posti-auto; che dal diniego la ricorrente non subisce una limitazione considerevole allo svolgimento dell’attività economica.
Il Ministero ritiene infondata l'eccezione preliminare del Comune, ma deduce l’infondatezza del ricorso.
 

Considerato:
L’eccezione preliminare sollevata dal Comune, d’inammissibilità del ricorso per avvenuto decorso del periodo di tempo per il quale era stata richiesta l’autorizzazione, è infondata, in quanto permane in capo alla ricorrente un interesse strumentale alla definizione del gravame (come l’effetto conformativo e l’effetto risarcitorio del giudicato d’annullamento); diversamente, verrebbe negata la giustizia amministrativa per i provvedimenti destinati ad avere effetto per un breve periodo (come le autorizzazioni stagionali o periodiche).
Nel merito le censure sono infondate.
In particolare sono destituite di fondamento le doglianze circa la pretesa disparità di trattamento, perché, quand’anche fosse, l’esistenza di situazioni simili non comporta la proliferazione di attività illegittime, ma semmai l’adozione di provvedimenti repressivi nei confronti di quelle.
Sono poi palesemente infondate le censure di violazione dei princìpi costituzionali sulla libertà dell’esercizio dell’attività economico-commerciale e di difetti di motivazione. È invero ben noto ed evidente, ed è scritto nell’art. 41, 2° comma, della Costituzione, che il fondamentale principio della libera iniziativa economica privata (come pure quello della della libera concorrenza), va attuato nel rispetto dei limiti e delle regole previste dalla legge in generale e dalla normativa specifica degli enti locali a tutela delle altre esigenze di convivenza sociale; nella specie, com’è documentalmente riportato in atti, il diniego è stato assunto dopo ampia valutazione e della situazione di fatto che non consentiva l’ulteriore proliferazione di autorizzazioni di occupazione di suolo pubblico, sia per l’ordinato esercizio dell’attività commerciale sia soprattutto per la tutela della quiete pubblica, gravemente turbata dall’aumento eccessivo delle autorizzazioni in questione.
Il ricorso, pertanto, è infondato e dev’essere respinto.
P.Q.M.
esprime parere che il ricorso debba essere respinto.
 

 
 
 

     
     
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Francesco D'Ottavi Raffaele Carboni
     
     
     
     

IL SEGRETARIO
Paola Rossi