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Raccolta pareri Consiglio di Stato

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CONSIGLIO DI STATO parere 29 ottobre 2014 n 1991

01 Eccezioni Preliminari01.01 Inammissibilità01.01.07 Difetto di giurisdizione

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato
Sezione Prima
Adunanza di Sezione del 29 ottobre 2014

NUMERO AFFARE 01991/2014

OGGETTO:
Ministero dell’interno.
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto dal signor Paolo Tota, nato l’11 luglio 1963 a Corato ed ivi residente, contro il suo trasferimento presso altro ufficio, disposto dal Comune di Corato a seguito di istanza di mobilità.
LA SEZIONE
Vista la relazione 19 settembre 2014 prot. n. 13879 con la quale il Ministero dell’interno, dipartimento per gli affari interni e territoriali, ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sul ricorso;
visto il ricorso, presentato al Comune di Corato il 15 luglio 2014;
esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Francesco D’Ottavi.
 

Premesso e considerato:
Il sig. Paolo Tota, dipendente del Comune di Corato con la qualifica di istruttore tecnico di categoria C, ha prodotto istanza di mobilità interna per il passaggio dal settore dei lavori pubblici al settore dell’rbanistica. Con provvedimento 26 marzo 2014 n. 10588 a firma del commissario straordinario e del segretario comunale gli veniva comunicato che risultavano quattro richieste di mobilità giacenti, che non vi era nessun ufficio comunale con personale in esubero, e che anzi la carenza di personale era comune a tutti i settori; inoltre gli veniva rappresentata l’opportunità, stante l’imminenza delle elezioni amministrative, di non procedere ad interventi sulla struttura dell’ente e di rimandare ogni determinazione in merito alla nuova Amministrazione.
Con provvedimento 27 giugno 2014 n. 22428 a firma del sindaco e del segretario comunale, è stato comunicato al sig. Tota il suo trasferimento presso l’ufficio del giudice di pace di Corato.
Il signor Tota ha impugnato tali provvedimenti con il ricorso in esame, deducendone l’illegittimità per violazione di legge (articoli 107, comma 3, del decreto legislativo 18 giugno 2000 n. 267, 34 del d.lgs. 27 ottobre 2009 n. 150, 31, commi 1 e 2, 33 e allegato G, e 82, comma 1, del regolamento di disciplina dell’ordinamento generale dei servizi e degli uffici del Comune di Corato e dello Statuto comunale; orientamento applicativo RAL 441 inerente alla disciplina della mobilità interna – allegato L) e per eccesso di potere. Lamenta che, nonostante i pareri favorevoli dei dirigenti del servizio cedente e del servizio ricevente, il commissario prefettizio, il segretario comunale e il sindaco abbiano disposto diversamente.
Il Comune di Corato, nelle proprie controdeduzioni, ha precisato che sussiste il diritto del dipendente ad essere trasferito a causa della dichiarata incompatibilità ambientale, ma non il diritto di scegliere l’ufficio di destinazione; ha aggiunto che i provvedimenti firmati dal sindaco e dal segretario comunale sono legittimi; che quest’ultimo è incaricato della direzione del settore per le finanze e il personale e che tra i suoi compiti rientra anche quello di garantire il coordinamento ed il buon funzionamento degli uffici e dei servizi dell’ente.
Secondo il Ministero il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, poiché la controversia, relativa alla richiesta di mobilità interna nell’ambito della stessa categoria, concerne il rapporto di lavoro dipendente di una pubblica amministrazione in regime di diritto privato, e in quanto tale è rimessa alla giurisdizione di giudice ordinario in funzione del giudice di lavoro.
Ciò premesso ritiene la Sezione che effettivamente, ai sensi della vigente normativa, la controversia in esame rientra nella giurisdizione del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.
Pertanto il ricorso dev’essere dichiarato inammissibile.
P.Q.M.
esprime parere che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile.
 

 
 
 

     
     
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Francesco D'Ottavi Raffaele Carboni
     
     
     
     

IL SEGRETARIO
Paola Rossi