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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.06 Diritto di accesso
Diritto di accesso dei consiglieri. La Commissione ha specificato che “in conformità al consolidato orientamento giurisprudenziale amministrativo (cfr., fra le molte, C.d.S., Sez. V, 22 maggio 2007, n. 929), riguardo le modalità di accesso alle informazioni e alla documentazione richieste dai consiglieri comunali ex art 43 TUEL, il diritto di accesso agli atti di un consigliere comunale - nell'esercizio del proprio munus publicum - non può subire compressioni di alcun genere, tali da ostacolare l'esercizio del suo mandato istituzionale, con l'unico limite di poter esaudire la richiesta (qualora essa sia di una certa gravosità) secondo i tempi necessari per non determinare interruzione alle altre attività di tipo corrente”.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.01 Sindaco e Presidente della Provincia05.01.01 Competenze
Uso della fascia tricolore da parte di un consigliere comunale. Allorquando il sindaco sia assente o impedito temporaneamente ai sensi dell’art. 53, comma 2, del T.U.O.E.L., spetta solo al vice sindaco fregiarsi della fascia tricolore.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.06 Diritto di accesso
I consiglieri, ai sensi dell’art. 43 del decreto legislativo n. 267/00, hanno diritto di ottenere dagli uffici comunali non solo il libero e incondizionato accesso ai documenti amministrativi comunali ma anche tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Di conseguenza, salvo espressa eccezione di legge, ai consiglieri comunali non può essere opposto alcun divieto, determinandosi altrimenti un illegittimo ostacolo alla loro funzione
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.03 Commissioni e gruppi consiliari
Le commissioni consiliari previste dall'articolo 38, comma 6 del decreto legislativo n. 267/00, una volta istituite sulla base di una facoltativa previsione statutaria, sono disciplinate dal regolamento comunale con l'unico limite, posto dal legislatore, riguardante il rispetto del criterio proporzionale nella composizione. Ciò significa che le forze politiche presenti in consiglio debbano essere il più possibile rispecchiate anche nelle commissioni, in modo che in ciascuna di esse sia riprodotto il loro peso numerico e di voto. Quanto al rispetto del criterio proporzionale previsto dal citato articolo 38, comma 6, il legislatore non precisa come lo stesso debba essere declinato in concreto. Il regolamento, a cui sono demandate la determinazione dei poteri delle commissioni, nonché la disciplina dell'organizzazione e delle forme di pubblicità dei lavori, dovrebbe stabilire anche i meccanismi idonei a garantirne il rispetto.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.06 Diritto di accesso
Diritto di accesso dei consiglieri al Piano esecutivo di gestione (PEG). Come osservato dal Plenum della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, del 16 marzo 2010, il “diritto di accesso” ed il “diritto di informazione” dei consiglieri comunali nei confronti della P.A. trovano la loro disciplina nell’art. 43 del decreto legislativo n. 267/00 che riconosce a questi il diritto di ottenere dagli uffici comunali, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Nel caso particolare, si rileva che l’articolo 169 del decreto legislativo n. 267/00 relativo al Piano esecutivo di gestione (PEG), al comma 3, prevede la facoltatività dell’adozione di tale strumento per i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. L’art. 227 del medesimo decreto legislativo disciplina il rendiconto di gestione disponendo al comma 3 una deroga per tale tipologia di comuni in ordine alla predisposizione del conto economico, dello stato patrimoniale e del bilancio consolidato per gli enti che si avvalgono della facoltà di non tenere la contabilità economico-patrimoniale prevista dall'art. 232. Non appare che le disposizioni in parola contengano limitazioni all’accesso nei riguardi dei consiglieri comunali i quali, oltre ad avere diritto di visionare ed eventualmente di estrarre copia di qualsiasi atto che sia in possesso del comune, hanno un diritto a visionare proprio gli specifici atti ai sensi dell’articolo 227 citato - che al comma 2, prevede testualmente che “la proposta è messa a disposizione dei componenti dell'organo consiliare prima dell'inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento di contabilità”.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.01 Sindaco e Presidente della Provincia05.01.05 Vicesindaco e Vicepresidente della Provncia
Sostituzione sindaco sospeso ai sensi del decreto legislativo n. 235/12. Computo vice sindaco, anch’egli consigliere comunale, ai fini del quorum per la validità delle sedute del consiglio. Per quanto concerne la questione del computo del sindaco ai fini del calcolo del quorum strutturale, si ritiene di non doversi discostare dall’orientamento già espresso in molteplici occasioni, secondo il quale, nelle ipotesi in cui l'ordinamento non ha inteso computare il sindaco, o il presidente della provincia, nel quorum richiesto per la validità di una seduta, lo ha indicato espressamente usando la formula “senza computare a tal fine il sindaco”.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.04 Convocazione e presidenza
Art. 39, comma, 2 del decreto legislativo n. 267/00. Tale norma prevede che il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il sindaco o il presidente della provincia, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste. La formulazione letterale della norma lascia desumere che, nell'arco temporale di venti giorni, decorrenti dalla presentazione della richiesta, debbano svolgersi sia la convocazione che la materiale seduta consiliare finalizzata alla discussione degli argomenti proposti dal quinto dei consiglieri.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.03 Commissioni e gruppi consiliari
Gruppi consiliari. Come noto, l’esistenza dei gruppi consiliari non è espressamente prevista dalla legge e la relativa materia è regolata dalle norme statutarie e regolamentari dei singoli enti locali. Pertanto, la materia dei “gruppi consiliari” è interamente demandata alla competenza delle fonti di autonomia locale.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.04 Convocazione e presidenza
L’articolo 39, comma 2, citato stabilisce che il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri o il sindaco, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste. Il successivo art. 43 che enuncia i “diritti dei consiglieri”, al comma 1, ribadisce, tra l’altro, che i consiglieri hanno il diritto di chiedere la convocazione del consiglio secondo le modalità dettate dal richiamato art. 39, comma 2. E’ da ritenere che nell’arco temporale di venti giorni, decorrenti dalla presentazione della richiesta, debbano svolgersi tanto la convocazione che la materiale seduta consiliare finalizzata alla discussione degli argomenti proposti dal quinto dei consiglieri.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.03 Commissioni e gruppi consiliari
L'esistenza dei gruppi consiliari non è espressamente prevista dalla legge, ma si desume implicitamente da quelle disposizioni normative che contemplano diritti e prerogative in capo ai gruppi o ai capigruppo (art. 38, comma 3, art. 39, comma 4 e art. 125 del decreto legislativo n. 267/00).
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esempio: 09/21/2017
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