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Raccolta Pareri

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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.08 Dimissioni, surrogazione, decadenza per assenze ingiustificate
Sospensione consiglieri ai sensi dell’art. 11, comma 2, della legge n. 235/12. A seguito del provvedimento di sospensione, si può dare avvio alla procedura di sostituzione temporanea con la convocazione del consiglio e la nomina del primo dei non eletti. Si ribadisce che non sarebbe possibile procedere alla sostituzione temporanea direttamente con il secondo dei non eletti, prendendo semplicemente atto delle rinunce dei candidati non eletti prima dell’effettiva acquisizione dello status di consigliere da parte di questi ultimi. Tuttavia, non può non darsi conto del recente orientamento giurisprudenziale espresso con la sentenza del T.A.R. Puglia – Sezione di Lecce, n. 922/2015 del 17.03.2015 che sembra attribuire alla preventiva rinuncia alla carica di consigliere da parte di candidati non eletti aventi titolo allo scorrimento della lista, la medesima valenza formale delle dimissioni dalla carica.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.03 Commissioni e gruppi consiliari
Composizione commissioni speciali. L’articolo 38, comma 6, del decreto legislativo n. 267/00 prevede la possibilità per il consiglio di avvalersi di commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale. Tale disposizione ne demanda la previsione allo statuto e rinvia al regolamento i poteri e la disciplina dell’organizzazione e le forme di pubblicità dei lavori. Il successivo articolo 44, comma 2, dà, altresì, facoltà al consiglio comunale di “istituire al proprio interno commissioni di indagine sull’attività dell’amministrazione” precisando che “i poteri, la composizione ed il funzionamento delle suddette commissioni sono disciplinati dallo statuto e dal regolamento consiliare”. Le Commissioni, dunque, costituiscono forme di articolazione interna del consiglio e sono disciplinate dalle fonti di autonomia dell’ente locale entro il perimetro delineato dalla legge statale. Una norma regolamentare che contempli la possibilità di nominare, quali componenti delle commissioni speciali, soggetti privi dello status di consigliere comunale non appare coerente con la disciplina dettata dal legislatore circa la indefettibilità dello status di consigliere comunale in capo ai componenti delle commissioni consiliari.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.04 Presidente del Consiglio Comunale e Provinciale
Decorrenza dimissioni presidente del consiglio comunale. Atteso che sia lo statuto che il regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale non presentano una disciplina in merito alle dimissioni del presidente del consiglio, si ritiene che in mancanza di normazione locale, in tema di efficacia delle dimissioni del presidente del consiglio comunale, è applicabile il regime disposto dal legislatore statale per le dimissioni dei consiglieri comunali che ne prevede l'immediata efficacia e l'irrevocabilità, una volta portate a formale conoscenza del destinatario. Infatti, occorre operare una distinzione tra la sfera politica delle dichiarazioni rese nel corso del dibattito in aula e la sfera giuridica delle medesime che attengono alla titolarità della carica. Tale manifestazione di volontà, ancorché resa nel corso della seduta consiliare e verbalizzata, assume rilievo giuridico atto a produrre gli effetti previsti dalla legge con la dichiarazione scritta e l'acquisizione agli atti dell'ente, restando, comunque fermi i poteri sostitutivi demandati ai supplenti nel caso di assenza del titolare.
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Consiglieri politici.

05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.02 Funzionamento, organizzazione
Consiglieri politici. Considerato che, nell’ambito dei principi fissati con legge dello Stato, l’ente può integrare le norme che stabiliscono il riparto delle attribuzioni, ma non può derogarle, l’individuazione della figura del “consigliere politico” non appare compatibile con l’ordinamento degli enti locali.
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01 Statuti Comunali e Provinciali01.02 Modalità approvative
Referendum. Gli istituti di partecipazione e gli organismi consultivi del cittadino trovano una loro concretizzazione nel T.U.O.E.L. 267/2000 ed essi, indipendentemente dalla dimensione demografica dell’ente, fanno parte del contenuto necessario e non meramente facoltativo dello statuto; nondimeno, il comma 3 dell’art. 8 riconosce solo la mera “possibilità” per lo statuto di prevedere “referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini”, mentre il comma 4 li limita a “materie di esclusiva competenza locale”. L’ordinamento, come detto, non contempla l’obbligatorietà del referendum comunale, è in facoltà del consiglio comunale la possibile soppressione dell’istituto o la sua revisione con la previsione di solo una o più tra le fattispecie “propositive”, “consultive” o “abrogative”, anche con le eventuali limitazioni ritenute opportune.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.06 Diritto di accesso
Art. 43 del decreto legislativo n. 267/00. Diritto di informazione ed accesso agli atti e documenti da parte dei consiglieri. Considerato che la gestione dei servizi tramite l’informatizzazione costituisce ormai la regola nell’attività della pubblica amministrazione, potrebbe consentirsi al consigliere comunale l’accesso ai vari applicativi, in semplice visualizzazione, in modalità che non incidano nelle procedure in corso, con la possibilità di estrarre autonomamente copia degli atti di interesse acquisibili anche dal registro di protocollo informatico sempre con modalità tali che non provochino intralci nella ordinaria trattazione delle pratiche da parte degli uffici.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.04 Convocazione e presidenza
Richiesta di convocazione del Consiglio ex art. 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 per esame atti di sindacato ispettivo. Qualora l’intenzione dei proponenti non sia diretta a provocare una delibera in merito del Consiglio comunale, bensì a porre in essere un atto di sindacato ispettivo, si potrebbe ipotizzare, ai sensi dell’art. 42, comma 1, del decreto legislativo n. 267/00, che rientri nella competenza del Consiglio comunale in qualità di “ … organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo ” anche la trattazione di “questioni” che, pur non rientrando nell’elencazione del comma 2 del medesimo art. 42, attengono comunque al suddetto ambito di controllo. Del resto, la dizione legislativa che parla di “questioni” e non di deliberazioni o di atti fondamentali, conforta nel ritenere che la trattazione di argomenti non rientranti nella previsione del citato comma 2, dell’art. 42, non debba necessariamente essere subordinata alla successiva adozione di provvedimenti da parte del consiglio comunale.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.01 Sindaco e Presidente della Provincia05.01.01 Competenze
E’ stato chiesto se sia legittimo il conferimento al presidente del consiglio comunale di una delega temporanea, non operativa e tecnica da esercitare nell’ambito di un progetto di implementazione del sistema informativo comunale integrato. La funzione in oggetto non pare delegabile dal sindaco in quanto non sembra rientrare tra le competenze sindacali così come definite dal vigente ordinamento. Appare congruente l'imputazione della competenza in materia di gestione operativa del sistema informatico, all'apparato burocratico amministrativo, piuttosto che al sindaco.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.03 Giunte comunali e provinciali05.03.01 Composizione, funzionamento, competenze, durata in carica
Parità di genere nelle giunte. Il comma 137, della legge n. 56/14 dispone che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”. Al riguardo, si fa osserva che il Consiglio di Stato, sez. V, n. 4626 del 5/10/2015, ha precisato che tutti gli atti adottati nella vigenza dell’art. 1, comma 137, citato trovano in esso “un ineludibile parametro di legittimità” e, pertanto, un’interpretazione che riferisse l’applicazione della norma alle sole nomine assessorili effettuate all’indomani delle elezioni e non anche a quelle adottate in corso di consiliatura consentirebbe un facile aggiramento della suddetta normativa. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 406/2016, ha osservato, altresì, che l’effettiva impossibilità di assicurare nella composizione della giunta comunale la presenza dei due generi nella misura stabilita dalla legge deve essere “adeguatamente provata”.
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referendum comunali.

02 Istituti di partecipazione popolare02.01 Consultazione e Referendum popolare
Referendum comunali. Un rinvio allo statuto è previsto dal comma 3, dell’art. 8 del citato decreto legislativo n. 267/00 in merito alla previsione di forme di consultazione della popolazione, nonché alle procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi con la determinazione delle garanzie per il loro tempestivo esame. La norma dispone che “possono” essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini, che (comma 4) devono comunque riguardare materie di esclusiva competenza locale. Fermo restando l’obbligo di previsione degli istituti di partecipazione, il referendum, si configura, dunque, quale elemento meramente eventuale e facoltativo dello statuto comunale che, una volta previsto, deve essere compiutamente disciplinato dal regolamento.
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esempio: 06/25/2017
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