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Raccolta Pareri

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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.04 Convocazione e presidenza
Richiesta di convocazione del consiglio comunale da parte di un quinto dei consiglieri. Qualora l’oggetto della richiesta verta sull’esame del regolamento per l’affidamento di incarichi ad esterni, si osserva che l’art. 48, comma 3 del d. lgs. n. 267/2000 assegna alla giunta la competenza all’adozione dei regolamenti degli uffici e dei servizi, “nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio”. Si ritiene corretto il diniego di convocazione del consiglio per l’esame della proposta di regolamento per gli incarichi di collaborazione esterna, in quanto la materia è demandata alla competenza della giunta.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.03 Giunte comunali e provinciali05.03.01 Composizione, funzionamento, competenze, durata in carica
Normativa in tema di parità di genere nelle giunte comunali. Legge 54/2014. Il disposto recato dal comma 137 della legge n. 56/2014 costituisce il paradigma di riferimento per la composizione delle giunte degli enti locali, come il Comune in oggetto, aventi popolazione superiore ai 3.000 abitanti. Pertanto, la deroga al principio della parità di genere declinato dalla normativa in discorso esporrebbe l’esecutivo comunale al rischio di annullamento in caso di eventuale impugnativa.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.03 Giunte comunali e provinciali05.03.01 Composizione, funzionamento, competenze, durata in carica
Sospensione Sindaco ex art. 11 del decreto legislativo n. 235 del 31.12.2012. Il Consiglio di Stato, con parere n. 94/96 del 21/2/1996, ha ritenuto che nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, in cui vige la regola della incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere, il vicesindaco non può far parte del consiglio, con diritto di voto. Con riferimento alla possibilità di sostituire il sindaco sospeso con il primo dei non eletti della lista a lui collegata, si fa presente che la disposizione di cui all’art. 45, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00, che prevede la sostituzione temporanea del consigliere sospeso, non può essere applicata analogicamente al caso prospettato relativo alla sospensione del sindaco dell’ente.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.06 Diritto di accesso
In materia di accesso agli atti, ai sensi dell’articolo 43 del d. lgs. 267/2000 da parte dei consiglieri comunali, si osserva che l’art. 1, comma 166 e seguenti della legge 23.12.2005, n. 266 e l’art. 148 bis del d. lgs. 18.08.2000, n. 267 non disciplinano i procedimenti di natura giudiziale (rispetto ai quali la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, con talune pronunce – v. plenum del 25.01.2005 – ha optato per il rinvio dell’accesso alla conclusione delle controversie), ma affidano, invece, alla Corte dei Conti il controllo sui bilanci e sui rendiconti degli enti locali, al fine della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, dell'osservanza dei vincoli in materia di indebitamento e di ogni grave irregolarità contabile e finanziaria. La conoscenza degli atti in parola non viola dunque alcun segreto, fermo restando, in tale ipotetico caso, che il consigliere, il quale ha comunque diritto di ottenere l’accesso ai dati relativi ai controlli sull'organizzazione e sull'attività dell'amministrazione è assoggettato al vincolo della riservatezza.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.02 Funzionamento, organizzazione
Regolamento sul funzionamento del consiglio. La norma regolamentare che affida al Presidente la facoltà di informare il consiglio, in apertura di seduta, in merito a questioni che interessano l’operato del Sindaco o della Giunta lasciando ai singoli gruppi solo il diritto di replica, senza possibilità, per i consiglieri, di introdurre questioni nuove non appare limitativa dei diritti dei consiglieri. Qualora emergano aspetti ritenuti di interesse, i singoli consiglieri, possono sempre utilizzare gli strumenti offerti dall’ordinamento, stimolando una eventuale deliberazione (in presenza dei relativi presupposti di competenza), con la richiesta di inserimento della questione in un successivo ordine del giorno, secondo le normali procedure regolamentari, oppure presentare mozioni o interrogazioni.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.04 Convocazione e presidenza
Obbligo di convocazione del Consiglio comunale ai sensi dell’art. 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00. La norma prescrive che il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri o il sindaco, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste. La disposizione configura un obbligo del Presidente del consiglio comunale di procedere alla convocazione dell’organo assembleare senza alcun riferimento alla necessaria adozione di determinazioni, da parte del consiglio stesso.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.03 Commissioni e gruppi consiliari
Mancato adeguamento della disciplina in tema di commissioni speciali, dettata dal regolamento sul funzionamento del consiglio comunale alla normativa statale concernente la riduzione del numero dei componenti del consiglio. Ai sensi dell’art. 1, comma 3, del dlgs n. 267/00, l’entrata in vigore di leggi recanti principi inderogabili abroga le norme statutarie incompatibili e comporta l’obbligo per gli enti locali di adeguare i propri statuti entro 120 giorni dalla entrata in vigore delle suddette leggi. Non rinvenendosi puntuali incompatibilità tra la disciplina prevista dall’ente locale e la normativa statale sopravvenuta, né ravvisando obblighi specifici di adeguamento imposti dalla legge, la scelta in ordine all’eventuale riduzione del numero di consiglieri previsto dal regolamento al fine di poter richiedere la costituzione di una commissione di indagine non può che essere demandata alla autonoma valutazione dell’ente locale.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.02 Funzionamento, organizzazione
l'esistenza dei gruppi consiliari non è espressamente prevista dalla legge, ma si desume implicitamente da quelle disposizioni normative che contemplano diritti e prerogative in capo ai gruppi o ai capigruppo (art. 38, comma 3, art. 39, comma 4 e art. 125 del decreto legislativo n. 267/00). La materia, pertanto, deve essere regolata da apposite norme statutarie e regolamentari, adottate dai singoli enti locali nell'ambito dell'autonomia organizzativa dei consigli, riconosciuta dall'art. 38 del citato T.U.O.E.L.. il gruppo misto è un gruppo consiliare a carattere residuale, nel quale confluiscono i consiglieri, anche di diverso orientamento, che non si riconoscono negli altri gruppi costituiti, o che non possono costituire un proprio gruppo per mancanza delle condizioni previste dallo statuto e dal regolamento e la cui costituzione non può essere subordinata alla presenza di un numero minimo di componenti. Per la formazione delle Commissioni occorre rispettare il criterio di proporzionalità di rappresentanza della minoranza il quale non può prescindere dalla presenza in ciascuna Commissione permanente di almeno un rappresentante di ciascun gruppo consiliare, ammettendosi, anche il voto ponderato (v. anche T.A.R. Lombardia Sez. II, 19.11.1996, n. 1661). Richiamato, pertanto, il diritto di partecipazione all’attività del consiglio comunale da parte di tutti i componenti del gruppo misto, stabilire se i consiglieri che hanno costituito il gruppo misto siano espressione della maggioranza o della minoranza è indagine di fatto, la cui conclusione è da assumere con le cautele del caso.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.03 Commissioni e gruppi consiliari
Contrasto tra statuto e regolamento. Nel sistema delle fonti di autonomia locale, il regolamento è collocato in posizione subordinata rispetto allo statuto. (cfr. sentenza T.A.R. Lombardia, Brescia, n. 2625 del 28 dicembre 2009, T.A.R. Lazio, n. 497 del 2011).
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.01 Composizione, competenze, durata in carica
Organo competente a deliberare la rinuncia ad un diritto reale di godimento su un immobile di proprietà di un soggetto privato. Ai sensi dell’ art. 42 del dlgs n. 267/00 è attribuita al consiglio la competenza in materia di “acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, e di alcuni tipi di appalti o di concessioni”. Il consiglio non si limita genericamente a prevedere operazioni di natura immobiliare, ma deve esprimere con chiarezza l’intenzione di alienare o concedere beni determinati, ponderando con cura sia la scelta di un determinato strumento giuridico rispetto ad altri possibili, gli interessi pubblici che stanno alla base dell’operazione, i costi, i benefici ed ogni altro elemento istruttorio riferito ad un particolare bene.
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esempio: 12/14/2017
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