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Raccolta Pareri

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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.04 Convocazione e presidenza
Richiesta di convocazione del consiglio ex art 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00. Qualora l’intenzione dei proponenti non sia diretta a provocare una delibera in merito del Consiglio comunale, bensì a porre in essere un atto di sindacato ispettivo, si potrebbe ipotizzare, ai sensi dell’art. 42, comma 1, del decreto legislativo n. 267/00, che rientri nella competenza del Consiglio comunale in qualità di “ … organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo” anche la trattazione di “questioni” che, pur non rientrando nell’elencazione del comma 2, del medesimo art. 42, attengano comunque al suddetto ambito di controllo. Del resto, la dizione normativa che parla di “questioni” e non di deliberazioni o di atti fondamentali, conforta nel ritenere che la trattazione di argomenti non rientranti nella previsione del citato comma 2, dell’art. 42, non debba necessariamente essere subordinata alla successiva adozione di provvedimenti da parte del consiglio comunale. Nel caso specifico, peraltro, appare dubbia l’esclusione dei consiglieri dall’ambito di intervento relativo alla variante urbanistica. Infatti, ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. b), del decreto legislativo n. 267/00 rientrano tra le competenze del consiglio, tra l’altro “i piani territoriali ed urbanistici” (cfr. C.d.S. n. 3116/2014 del 19/06/2014).
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.03 Giunte comunali e provinciali05.03.01 Composizione, funzionamento, competenze, durata in carica
Parità di genere nelle giunte ex art. 1, comma 137, legge 56/2014. Il Consiglio di Stato, sez. V, n. 4626, del 5/10/2015, ha precisato che tutti gli atti adottati nella vigenza dell’art. 1, comma 137, citato trovano in esso “un ineludibile parametro di legittimità” e, pertanto, un’interpretazione che riferisse l’applicazione della norma alle sole nomine assessorili effettuate all’indomani delle elezioni e non anche a quelle adottate in corso di consiliatura consentirebbe un facile aggiramento della suddetta normativa. Obbligo di astensione. Va escluso che, per il fatto di essersi avvalso della facolta’ di delega ad un assessore nella materia urbanistica, edilizia e lavori pubblici, il sindaco possa ritenersi esonerato dall’osservanza dell’obbligo di astensione dall’esercitare, nel territorio da lui amministrato, attività professionale di architetto in materia di edilizia privata e pubblica (cfr. Corte di Cassazione, Sezione II Civile, sentenza 19 luglio 2016, n. 14764).
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Approvazione statuto

01 Statuti Comunali e Provinciali01.02 Modalità approvative
Procedura approvazione modifiche allo statuto comunale. Computo sindaco. l'iter deliberativo di approvazione dello statuto e delle sue modifiche comporta che in sede di prima votazione la delibera sia approvata con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati ivi compreso il sindaco, che è componente del consiglio comunale ai sensi dell'art. 37 del citato testo unico. Si osserva, infatti, che nelle ipotesi in cui l'ordinamento non ha inteso computare il sindaco, o il presidente della provincia, nel quorum richiesto per la validità di una seduta, lo ha indicato espressamente usando la formula “senza computare a tal fine il sindaco ed il presidente della provincia ".
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.03 Commissioni e gruppi consiliari
Commissioni consiliari permanenti. Membri esterni al consiglio. La composizione delle commissioni deve rispecchiare con criterio proporzionale le forze politiche presenti in consiglio, con esclusione di componenti non facenti parte del consiglio stesso.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.02 Funzionamento, organizzazione
Quorum strutturale validità consiglio comunale. Si ritiene di non doversi discostare dall’orientamento già espresso in molteplici occasioni, secondo il quale, nelle ipotesi in cui l'ordinamento non ha inteso computare il sindaco, o il presidente della provincia, nel quorum richiesto per la validità di una seduta, lo ha indicato espressamente usando la formula “senza computare a tal fine il sindaco ed il presidente della provincia". Tale espressione è contenuta, in particolare, nell’art. art. 38, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 ed è valida solo per la invalicabilità della soglia di un terzo. Pertanto, mancando nel regolamento comunale l’esclusione esplicita del sindaco, si ritiene che lo stesso debba essere incluso nel computo.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.06 Diritto di accesso
Diritto di accesso dei consiglieri al protocollo dell’ente. La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, esprimendosi sull’esercizio del diritto in parola (cfr. parere 29 novembre 2009), sulla base del principio di economicità che incombe sia sugli uffici tenuti a provvedere, sia sui soggetti che chiedono prestazioni amministrative ha riconosciuto “la possibilità per il consigliere di avere accesso diretto al sistema informatico interno, anche contabile, dell’ente attraverso l’uso della password di servizio … proprio al fine di evitare che le continue richieste di accesso si trasformino in un aggravio dell’ordinaria attività amministrativa dell’ente locale”. Diritto di accesso dei consiglieri al protocollo dell’ente. La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, esprimendosi sull’esercizio del diritto in parola (cfr. parere 29 novembre 2009), sulla base del principio di economicità che incombe sia sugli uffici tenuti a provvedere, sia sui soggetti che chiedono prestazioni amministrative ha riconosciuto “la possibilità per il consigliere di avere accesso diretto al sistema informatico interno, anche contabile, dell’ente attraverso l’uso della password di servizio … proprio al fine di evitare che le continue richieste di accesso si trasformino in un aggravio dell’ordinaria attività amministrativa dell’ente locale”.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.04 Convocazione e presidenza
In caso di contrasto tra una norma statutaria ed una norma regolamentare concernenti l’individuazione della figura del vice presidente del Consiglio comunale, seguendo la gerarchia delle fonti, la disposizione statutaria dovrebbe essere prevalente sulla norma regolamentare. (cfr. sentenza T.A.R. Lombardia, Brescia, n. 2625 del 28 dicembre 2009 e T.A.R. Lazio, n. 497 del 2011). Il Consiglio di Stato, nel parere n. 94/96, ha osservato che il vice sindaco può sostituire il sindaco nelle funzioni di presidente del consiglio comunale soltanto nel caso in cui il vicario rivesta la carica di consigliere comunale.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.04 Convocazione e presidenza
Il decreto legislativo n. 267/00 non prevede espressamente la possibilità di revoca del presidente del consiglio e, in carenza di una specifica previsione statutaria, la giurisprudenza tende ad affermarne costantemente l’illegittimità (v., tra l’altro, TAR Piemonte Sez. I, 4.9.2009, n. 2248). Il T.A.R. Campania – Napoli - sez. I, con decisione 3/5/2012 n. 2013, ha ribadito che il ruolo del presidente del consiglio comunale è strumentale non già all’attuazione di un indirizzo politico di maggioranza, bensì al corretto funzionamento dell’organo stesso e, come tale, non solo è neutrale, ma non può restare soggetto al mutevole atteggiamento fiduciario della maggioranza, ha precisato che la revoca di detta carica non può essere attivata per motivazioni politiche, ma solo istituzionali, quali la ripetuta e ingiustificata omissione della convocazione del Consiglio o le ripetute violazioni dello statuto o dei regolamenti comunali (v. anche, Cons. Stato, sez. V, 18.1.2006, n. 114).
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.06 Diritto di accesso
Diritto di accesso Consiglieri comunali ad un atto di citazione. Con riferimento alla applicabilità della normativa prevista dal d.P.C.M. n. 200 del 26.1.1996, recante il regolamento per la categoria di documenti dell’Avvocatura dello Stato sottratti al diritto di accesso, il Consiglio di Stato ha osservato che “le limitazioni poste da tale d.p.c.m non possono applicarsi, in via analogica, ai consiglieri comunali, i quali, nella loro veste di componenti del massimo organo di governo del Comune, hanno titolo ad accedere anche agli atti concernenti le vertenze nelle quali il Comune è coinvolto nonché ai pareri legali richiesti dall’Amministrazione comunale, onde prenderne conoscenza e poter intervenire al riguardo”. (Consiglio di Stato sez. V 4/5/2004 n. 2716). Tale orientamento non risulta coerente con altre pronunce nelle quali lo stesso Consiglio di Stato ha elaborato osservazioni di diverso segno, come, ad esempio, nella nota sentenza n. 1893 del 2.4.2001, nella quale è stato rilevato che “…nessun argomento sistematico od esegetico consente di affermare che la portata del segreto professionale possa assumere consistenza diversa, a seconda del tipo di amministrazione considerato”.
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05 Organi dei Comuni e delle Province05.02 Consigli Comunali e Provinciali05.02.05 Consiglieri: prerogative e compiti
Richiesta di parere riferita alla possibilità di dotare i consiglieri comunali di una fascia da indossare in occasione di cerimonie ed eventi civili e religiosi, quale titolo del ruolo politico e amministrativo ricoperto. La finalità della previsione di un distintivo è quella di rendere immediatamente individuabili i titolari di determinate cariche pubbliche attraverso la prescrizione di una medesima tipologia formale per ciascuna categoria di ente. In assenza di specifiche previsioni normative, non può essere contemplata l’istituzione di un distintivo anche per i consiglieri comunali.
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esempio: 06/29/2017
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